Poetica-mente! Avere una mente poetica! come gli antichi, come i bambini e i giovani!
Secondo G. Vico, in tutta la sua Scienza Nuova (del 1725/1730/1744, in realtà tre opere distinte, anche se con lo stesso titolo! Un po' come le tra versioni dei Promessi Sposi dal Fermo e Lucia all'edizione del 1840 passando per quella del 1727), in particolare nella "Sapienza Poetica" , la poesia è il fare più proprio dell'umanità nell'età eroica, ricca di passioni e di immaginazione... l'età che corrisponde alla giovinezza...Superata la fase in cui "gli uomini sentono senza avvertire" ,con un chiaro e dichiarato parallelismo con i bambini di pochi anni (vico ebbe otto figli e scriveva in casa la sua opera, quindi avendo ben presenti le fasi della crescita ), gli uomini "Sentono con animo perturbato e commosso" . Questa è la giovinezza per gli uomini, poetica non in senso tecnico, anche se solo in questa fase può nascere la vera poesia, in questa età eroica (che fu per la Grecia il periodo chiamato Secoli bui, Medioevo ellenico, X-IX secolo a. C,) il nostro medioevo, in particolare l'alto Medioevo, dalla cui fervida immaginazione attinse Dante per la sua Comedìa.
Solo in una terza età, l'età degli uomini - non più l'età degli dei e degli eroi- essi "riflettono con mente pura": l'età adulta, filosofica della scrittura in prosa!
Quando si dice che la Filosofia non si può insegnare prima dei quindici anni, è perché l'età evolutiva prescrive un pensiero astratto, speculativo in un momento più avanzato della crescita.
Prima dell'astrazione concettuale, c'è un'astrazione poetica, Vico chiama i suoi risultati "universali poetici" o "Caratteri poetici": ossia la figura dell'Antonomasia regna sovrana, come la metafora e la similitudine. Achille è l'eroe... per antonomasia, per eccellenza, ossia è il concetto poetico (per vico l'universale fantastico o carattere poetico- per indicare invincibili eroi... fino all'Uomo Ragno o Iron Man!
Questa mentalità può continuare anche nelle epoche riflessive come la nostra (dall'età moderna alla contemporanea)? Può scongiurare la "barbarie della riflessione" segno di decadenza di una civiltà per una palingenesi in una nuova barbarie eroica che riattivi immaginazione e sensi?
La Sapienza Poetica, di cui parla Vico, non ha in realtà molto a che fare con i trattati di Poetica, nemmeno con la Ragion Poetica dell'amico G. Gravina, mentore del poeta Metastasio.
Se il Filosofo Heidegger in Sentieri interrotti scriveva un saggio "Perché i poeti nel tempo della povertà"? potremmo provare a far dialogare il filosofo tedesco e Vico.
Ci possono essere poeti- vichianamente intesi, poeti teologi come Omero, come il toscano Omero Dante- nel tempo della povertà? Anche se non di pari grandezza, di natura almeno simile, che "ragionano" con universali poetici e non con universali astratti, che usino la Logica poetica, la Metafisica Poetica, la Geografia Poetica, l'immaginazione e le passioni, più che la ragione?
Se esistono o se esistessero potrebbero scongiurare la "povertà" ?
Cercheremo di scoprirlo....
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