martedì 9 febbraio 2021

Filosofica-mente

 Si può avere una Mente filosofica e  anche una Mente poetica?

La Filosofia nasce in territorio ellenico (dalle coste ionie al sud Italia della Magna Grecia, nelle colonie fondate da ecisti,  prima che nella madre patria, prima che Atene diventasse il faro intellettuale del mondo ellenico e poi occidentale), quando il logos, il discorso razionale si emancipò dal mythos, il discorso poetico e immaginifico, dalla Teogonie, dalle Opere e i Giorni di Esiodo, come dagli eroi e dagli dei dell'Iliade e dell'Odissea.  Il logos, come figliol prodigo, forse dovrebbe ritornare a casa, dopo secoli e millenni, non per pentimento, come l'ultimo dei servi, ma certo come figlio atteso, onorato e festeggiato.

Dovrebbe tornare, invece che allontanarsi ancor di più, seguendo un logos tecnologico, (neppure scientifico, perché lo spirito degli scienziati greci era speculativo, senza l'ansia delle immediate applicazioni tecniche)!

Archimede, il matematico, costruì macchine a difesa di Siracusa, ma Socrate si lasciò uccidere dalla cicuta!

Galileo abiurò alle tesi dimostrate e difese, per non essere bruciato al rogo come il filosofo Giordano Bruno che vedeva l'infinito spazio- non lo dimostrava-, grazie agli eroici furori, non solo filosofici, ma anche poetici. Un altro filosofo, T. Campanella, che condivise la cella con G. Bruno, certo si finse pazzo, ma per continuare a scrivere quella filosofia che solo lui poteva scrivere, mentre il sistema copernicano  altri avrebbero potuto dimostrarlo. 

Il rispetto per artisti scrittori e poeti, filosofi dovrebbe anche essere quello che si ha di fronte all'insostituibile loro lavoro: non lo possono delegare, nemmeno maestranze di caraveggeschi furono Caravaggio!

Quel pensiero, quella poesia, quell'opera d'arte non sono ripetibili, anche se negli anni e nei secoli sono cresciuti nugoli di esperti.

Platone ... non sarebbe stato un filosofo platonico né delle varie Accademie greche e latine, né di quelle medievali e moderne. Così Aristotele non sarebbe stato un convinto aristotelico, Hegel un hegeliano, Manzoni un manzoniano... Sarebbero andati continuamente oltre se stessi, vivendo nei secoli e nei millenni, mettendo in discussione il loro stesso sapere, l'arte, la poesia la filosofia da loro stessi pensata.

Le nove Muse, figlie di Zeus e di Mnemosune, della Memoria, ispirano gli artisti, ma per renderli unici, li ispirano direttamente! Invece che trovare ispirazione da una delle Muse protettrici delle arti, molti si richiamano a grandi in ogni arte, anche in Filosofia. Questa mediazione tra loro e la musa,( eroico furore senza mediazioni  e senza compromessi), è la diversità tra artisti, filosofi poeti e scrittori,  da una parte e scienziati delle scienze sperimentali, dall'altra.

Il metodo galileiano, le sensate esperienze, la matematica, l'esperimento condivisibile e ripetibili  sono le basi della comunità scientifica internazionale dal Seicento ad oggi, con la globalizzazione e internet.

Non vale per le humanae litterae e per le arti.

Che dire?

Una mente filosofica può certo anche essere scientifica - come insegnano i filosofi da Talete a Pitagora, da Cartesio, Pascal,  Leibniz..in poi, ma se torna a casa, al mythos, al  racconto poetico sa che diventerà unico e insostituibile, anche se forse non apprezzato e capito come se assecondasse la propria inclinazione e intelligenza scientifica.

Il desiderio di comunicare di un artista è come quello di un poeta e di uno scrittore: non si aspettano che si dia loro ragione, ma amore per l'opera che hanno creato. 

Il filosofo, invece, è più simile allo scienziato: vuole aver ragione, la sua deve essere la corretta interpretazione del mondo.

Il poeta, lo scrittore, l'artista creano, il filosofo interpreta, lo scienziato dimostra!

I primi cercano l'amore per l'opera che creano, gli altri la ragione.

Si può essere amati senza aver ragione, ma non si può aver ragione... essendo nell'errore.

Si sceglie per indole, si spera in amori ragionevoli e in amorevoli ragioni, ma non sempre è possibile. 

La bellezza è sempre vera e buona (kalos kai agathos era l'eroe greco, bello e buono), ma la verità può non essere bella e il buono neppure.  

Per le opere della Natura, dell'arte, della letteratura si dice... "che bello"... per un discorso filosofico e scientifico... "è vero"!  C'è chi si fa commuovere dal bello, chi dal vero, certo tutti apprezziamo entrambi, ma ci innamoriamo davvero solo dell'uno o dell'altro.





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