giovedì 5 marzo 2020

femmina in bottiglia

"Femmina in bottiglia"…non vi incuriosisce questo titolo? L'ho rubato da un quadro… di Roberto Sironi, ma il suo quadro, cercatelo sul web, è "femmine in bottiglia" cinque le bottiglie e cinque femmine… ma io l'ho un po' modificato… e non  a caso… ho molto vagato a cercare un  titolo  adatto a questo romanzo, memorie intime di una scrittrice… ma anche donna in bottiglia nel passato...poi il tappo salta e ci si versa in un bicchiere…




Dedicato alle donne...
rivolto ad un lettore.



Il piacere di scrivere e il piacere di leggere: giochiamo!

Eppure non è stato un gioco il mio, la mia vita di donna e di scrittrice, mi sono fatta male, molto e non è durato poco, ma è bellissimo scrivere, spero vi piacerà leggere. Finalmente credo sia bellissimo vivere!

Questo è come un libro game, puoi muoverti come vuoi, lettore, tra i capitoli, andare alla pagina che preferisci, ti troverai sempre, ti perderai sempre.
Così io l’ho scritto, perdendomi dentro, scrivendo in un capitolo e poi in un altro, ritornando indietro a seconda dell’emozione del giorno in cui scrivevo, dell’urgente pensiero, di un fatto che mi imponeva di andare a riferire le cause o le conseguenze…
Quindi ci incroceremo idealmente, io ho scritto zigzagando, tu potrai leggere anche così, non perderai il filo, come nei livelli ai video giochi: l’ho imparato prima osservando mio fratello, più giovane di me dodici anni (i conti tornano! A volte tra un esame e l’altro all’Università giocavo anche io a Doom, o Duke agli inizi degli anni ‘90) e poi ovviamente con più sofisticate play station hanno giocato i miei figli!
Ecco io a volte riesco ad arrivare ad un livello superiore di scrittura, di forza, di rielaborazione, altre volte perdo le energie e mi vedrai caduta. Perché con un buon editor non ho portato tutto allo stesso grado di difficoltà e di abilità richiesta, magari solo da “principiante”, o almeno “medio”, senza puntare al “maestro” , ma senza far sentire il divario tra scrittura ed emozione, tra gli avversari e me che li dovevo affrontare?
Perché non mi piacciono le pianure, tutto ciò che è statico.
Quindi va bene, ci sarà il capitolo in cui precipito come scrittura, come intensità emotiva, come riflessioni, pazienza, vorrà dire che risalirò, insieme con il mio lettore. Insieme a te! Possiamo darci del tu, siamo insieme, anche se non ci conosciamo ancora, ma se leggerai io per forza ti conoscerò un po’ e tu certo mi conoscerai benissimo, ti do un gran vantaggio!
Non sempre capita, nella vita reale mi è capitato solo una volta e credi, mi ha cambiato la vita. Ora il nostro incontro non sarà così significativo, ma almeno un po’ credici. Gioca!


[….] capitoli dopo. ..

Scrivere, per non morire
(da quando, come e cosa ho scritto)
Non basta pubblicare romanzi per essere scrittrice

Certo, lo so che lo vuoi finalmente sapere, immagino che tu lettore abbia letto tutto, a parte ovviamente gli inediti, anche questi hanno una loro storia.
Vuoi sapere perché fino ad ora ho scritto e ho anche voluto pubblicare. Certamente è un tuo diritto chiedere, vuoi sapere se hai pagato il prezzo della vanità o il prezzo di un sogno, il prezzo di un biglietto che a me serviva per fuggire, sapendo di dover tornare, proprio nello stesso mondo che avevo solo distorto nelle pagine, ma senza distruggerlo, perché non ne avevo altri a cui tornare…
Vuoi sapere se hai pagato il prezzo per leggere e scusare l’ingenuità perché credevi partisse da un animo sincero – il prezzo basso dei miei romanzi ti faceva forse meno esigente, le copertine patinate non ti lasciavano il tempo di pensare e le parole sul retro erano ammiccanti!-
Oppure hai iniziato a porti domande, quando hai voluto leggere tutto e ti sembrava che o non avessi fantasia o volessi dire qualcosa… qualcosa a qualcuno, allora hai iniziato a non permettere più a me di non rispondere o rispondere con altre domande….con altri romanzi che ormai trovavi terribili!
Eppure forse pensi che abbia un talento, stai credendo che sia un virtuosismo fine a se stesso: invece che fare l’uncinetto o lavori a maglia passo il tempo,( che non avrei neppure!) a scrivere e a ingannare poi lettori che si fidano! (ma come fai a trovare il tempo, quattro figli e sei un'insegnante!E la casa, ma qualcuno ti aiuta' No! Ecco che molte donne che mi chiedono...immaginano il disordine, figli trascurati, compiti mal corretti, lezioni improvvisate, un uomo santificato dal sacrificio di stare con una donna così... Quante volte ci sono passata! Quante volte negli occhi ,se non sulle labbra, ho letto tutto questo!)
Lo so hai capito il trucco e non riesco più a cascarci neanche io: hai capito che in ogni poesia, ma soprattutto in ogni romanzo, c’ero io, una mia possibilità o una mia paura, c’era sempre qualcosa di vero, ma appena iniziavi a crederci, la storia virava, non potevi più pensare fosse vero e allora era un romanzo psicologico, un romanzo rosa senza emozioni, un giallo raccontato male… eppure c’era qualcosa che usciva dal genere mal interpretato, dalla soluzione scontata, c’era la verità, ma dove? Quale?
Un pezzo di me, vero, in ogni romanzo, ma quale pezzo? Non si poteva riconoscere.
Che fatica avevo fatto io a nascondere, a deformare a rendere incredibile a rompere quel patto che chiamano il patto tra autore e lettore, per cui si sospende ogni giudizio e si entra in un mondo con le sue regole! Pensa io sono anche un’insegnante di lettere da vent’anni e quindi per spiegare l’analisi del testo tutte queste regole le devo anche conoscere! Allora perché non le applicavo? Non ne ero capace o volevo fare qualcosa d’altro, solo che qualcosa d’altro non si può fare in questo mondo letterario che ha le sue regole, i critici e gli editori, ma soprattutto, l’unica verità, ha i lettori in carne e ossa!
I lettori che non paghi per leggerti, come le copie preacquistate per essere pubblicato!
Hai pagato tu, lettore, magari speravi davvero che valesse qualcosa quel libro, hai scommesso su un nome sconosciuto, cercando di non avere pregiudizi, anche se la casa editrice era sconosciuta, come l’autore, hai scommesso e hai perso, io ho perso, ma qualcosa ti ha ugualmente legato a me, hai voluto conoscermi meglio, te li sei comprati tutti quei romanzi, tutti e tre e alla fine non ti sono tornati i conti…
Alla fine non mi sono più tornati i conti e mi sono messa a scrivere questo...
Non ti voglio solo raccontare come sono arrivata a pubblicare, anche se lo farò perché anche questo fa parte della verità, del bisogno, capirai quanto ne avessi.
Si parlerà anche di un mondo di editoria per “ esordienti” e poi per “emergenti”, di dati di vendita, di contratti, di concorsi, di premi, di illusioni pagate e di un giro di parole, tutte lusinghiere, quanto vuote.
Ti racconterò anche questo, non certo con delusione e volontà di denuncia: sono stati tutti corretti, mi hanno dato ciò che avevano promesso. Non c’era truffa!
Devi capire perché io ho partecipato a questo gioco, avendo letto bene le regole, perché mi serviva fuggire, ma con una scusa, con una legittimità. (...)…
Ho bisogno di viaggiare, di vedere, non posso solo vivere di pochi luoghi ricordati… non potendo ho scritto e se i 
Ho fatto i miei conti. Ma i conti non sono tornati...non tornano mai!

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