Dedicato
alle donne...
rivolto
ad un lettore.
Il
piacere di scrivere e il piacere di leggere: giochiamo!
Eppure
non è stato un gioco il mio, la mia vita di donna e di scrittrice,
mi sono fatta male, molto e non è durato poco, ma è bellissimo
scrivere, spero vi piacerà leggere. Finalmente credo sia bellissimo
vivere!
Questo
è come un libro game,
puoi muoverti come vuoi, lettore, tra i capitoli, andare alla pagina
che preferisci, ti troverai sempre, ti perderai sempre.
Così
io l’ho scritto, perdendomi dentro, scrivendo in un capitolo e poi
in un altro, ritornando indietro a seconda dell’emozione del giorno
in cui scrivevo, dell’urgente pensiero, di un fatto che mi imponeva
di andare a riferire le cause o le conseguenze…
Quindi
ci incroceremo idealmente, io ho scritto zigzagando, tu potrai
leggere anche così, non perderai il filo, come nei livelli ai video
giochi: l’ho imparato prima osservando mio fratello, più giovane
di me dodici anni (i conti tornano! A volte tra un esame e l’altro
all’Università giocavo anche io a Doom,
o Duke
agli inizi degli anni ‘90) e poi ovviamente con più sofisticate
play station hanno giocato i miei figli!
Ecco
io a volte riesco ad arrivare ad un livello superiore di scrittura,
di forza, di rielaborazione, altre volte perdo le energie e mi
vedrai caduta. Perché con un buon editor
non ho portato tutto allo stesso grado di difficoltà e di abilità
richiesta, magari solo da “principiante”, o almeno “medio”,
senza puntare al “maestro” , ma senza far sentire il divario tra
scrittura ed emozione, tra gli avversari e me che li dovevo
affrontare?
Perché
non mi piacciono le pianure, tutto ciò che è statico.
Quindi
va bene, ci sarà il capitolo in cui precipito come scrittura, come
intensità emotiva, come riflessioni, pazienza, vorrà dire che
risalirò, insieme con il mio lettore. Insieme a te! Possiamo darci
del tu, siamo insieme, anche se non ci conosciamo ancora, ma se
leggerai io per forza ti conoscerò un po’ e tu certo mi conoscerai
benissimo, ti do un gran vantaggio!
Non
sempre capita, nella vita reale mi è capitato solo una volta e
credi, mi ha cambiato la vita. Ora il nostro incontro non sarà così
significativo, ma almeno un po’ credici. Gioca!
[….] capitoli dopo. ..
Scrivere,
per non morire
(da
quando, come e cosa ho scritto)
Non
basta pubblicare romanzi per essere scrittrice
Certo,
lo so che lo vuoi finalmente sapere, immagino che tu lettore abbia
letto tutto, a parte ovviamente gli inediti, anche questi hanno una
loro storia.
Vuoi
sapere perché fino ad ora ho scritto e ho anche voluto pubblicare.
Certamente è un tuo diritto chiedere, vuoi sapere se hai pagato il
prezzo della vanità o il prezzo di un sogno, il prezzo di un
biglietto che a me serviva per fuggire, sapendo di dover tornare,
proprio nello stesso mondo che avevo solo distorto nelle pagine, ma
senza distruggerlo, perché non ne avevo altri a cui tornare…
Vuoi
sapere se hai pagato il prezzo per leggere e scusare l’ingenuità
perché credevi partisse da un animo sincero – il prezzo basso dei
miei romanzi ti faceva forse meno esigente, le copertine patinate non
ti lasciavano il tempo di pensare e le parole sul retro erano
ammiccanti!-
Oppure
hai iniziato a porti domande, quando hai voluto leggere tutto e ti
sembrava che o non avessi fantasia o volessi dire qualcosa…
qualcosa a qualcuno, allora hai iniziato a non permettere più a me
di non rispondere o rispondere con altre domande….con altri romanzi
che ormai trovavi terribili!
Eppure
forse pensi che abbia un talento, stai credendo che sia un
virtuosismo fine a se stesso: invece che fare l’uncinetto o lavori
a maglia passo il tempo,( che non avrei neppure!) a scrivere e a
ingannare poi lettori che si fidano! (ma come fai a trovare il tempo, quattro figli e sei un'insegnante!E la casa, ma qualcuno ti aiuta' No! Ecco che molte donne che mi chiedono...immaginano il disordine, figli trascurati, compiti mal corretti, lezioni improvvisate, un uomo santificato dal sacrificio di stare con una donna così... Quante volte ci sono passata! Quante volte negli occhi ,se non sulle labbra, ho letto tutto questo!)
Lo
so hai capito il trucco e non riesco più a cascarci neanche io: hai
capito che in ogni poesia, ma soprattutto in ogni romanzo, c’ero
io, una mia possibilità o una mia paura, c’era sempre qualcosa di
vero, ma appena iniziavi a crederci, la storia virava, non potevi più
pensare fosse vero e allora era un romanzo psicologico, un romanzo
rosa senza emozioni, un giallo raccontato male… eppure c’era
qualcosa che usciva dal genere mal interpretato, dalla soluzione
scontata, c’era la verità, ma dove? Quale?
Un
pezzo di me, vero, in ogni romanzo, ma quale pezzo? Non si poteva
riconoscere.
Che
fatica avevo fatto io a nascondere, a deformare a rendere incredibile
a rompere quel patto che chiamano il patto tra autore e lettore, per
cui si sospende ogni giudizio e si entra in un mondo con le sue
regole! Pensa io sono anche un’insegnante di lettere da vent’anni
e quindi per spiegare l’analisi del testo tutte queste regole le
devo anche conoscere! Allora perché non le applicavo? Non ne ero
capace o volevo fare qualcosa d’altro, solo che qualcosa d’altro
non si può fare in questo mondo letterario che ha le sue regole, i
critici e gli editori, ma soprattutto, l’unica verità, ha i
lettori in carne e ossa!
I
lettori che non paghi per leggerti, come le copie preacquistate per
essere pubblicato!
Hai
pagato tu, lettore, magari speravi davvero che valesse qualcosa quel
libro, hai scommesso su un nome sconosciuto, cercando di non avere
pregiudizi, anche se la casa editrice era sconosciuta, come l’autore,
hai scommesso e hai perso, io ho perso, ma qualcosa ti ha ugualmente
legato a me, hai voluto conoscermi meglio, te li sei comprati tutti
quei romanzi, tutti e tre e alla fine non ti sono tornati i conti…
Alla
fine non mi sono più tornati i conti e mi sono messa a scrivere
questo...
Non
ti voglio solo raccontare come sono arrivata a pubblicare, anche se
lo farò perché anche questo fa parte della verità, del bisogno,
capirai quanto ne avessi.
Si
parlerà anche di un mondo di editoria per “ esordienti” e poi
per “emergenti”, di dati di vendita, di contratti, di concorsi,
di premi, di illusioni pagate e di un giro di parole, tutte
lusinghiere, quanto vuote.
Ti
racconterò anche questo, non certo con delusione e volontà di
denuncia: sono stati tutti corretti, mi hanno dato ciò che avevano
promesso. Non c’era truffa!
Devi
capire perché io ho partecipato a questo gioco, avendo letto bene le
regole, perché mi serviva fuggire, ma con una scusa, con una
legittimità. (...)…
Ho
bisogno di viaggiare, di vedere, non posso solo vivere di pochi
luoghi ricordati… non potendo ho scritto e se i
Ho
fatto i miei conti. Ma i conti non sono tornati...non tornano mai!
Nessun commento:
Posta un commento